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Assistenti vocali nel futuro del Digital: ”Dimmi come stai e ti dirò ciò di cui hai bisogno”

Assistenti vocali nel futuro del Digital: ”Dimmi come stai e ti dirò ciò di cui hai bisogno”

In “Ritorno al Futuro“ l’idea di trasfigurarsi in un mondo popolato da marchingegni supersonici e robot sembrava quasi un’idea irraggiungibile, con una rappresentazione dell’anno 2000 a meta scientifica lontana e misteriosa.
Nel 2017 il cinema sci-fi e l’inestinguibile progresso tecnologico ci hanno fatto probabilmente ricredere, e l’idea di un mondo controllato da intelligenze robotiche e navicelle spaziali non sembra così tanto fittizio.
Anche l’immagine descritta nel film “Lei”, della voce di Scarlett Johansson che  augura il Buongiorno e la Buona notte, potrebbe essere un’ipotesi appetibile a molti.
Spike Jonze, il regista acclamato e appassionato creatore di queste realtà, descrive un mondo in cui i sistemi operativi intelligenti acquisiscono un ruolo di rilievo nella vita quotidiana, riuscendo a compensare la mancanza di una vera e propria compagnia umana.

Futuro Lontano o Prossimo?

Ma il quesito principale che scaturisce da queste rappresentazioni futuristiche, rimangono sulla sua prossima o improbabile fattibilità. Quel che è certo, è che il presente offre già grandi nuove potenzialità e i dispositivi a riconoscimento vocale stanno gradualmente acquisendo popolarità e riconoscimento.
Gli Assistenti vocali hanno inevitabilmente assunto rilievo nella quotidianità e nella scena Digital, pur rimanendo uno degli argomenti maggiormente discussi nel settore Tecnologico su scala mondiale.

I Dispositivi a riconoscimento vocale più innovativi:

Amazon Echo

Sul mercato tecnologico sono già presenti altoparlanti smart come quelli creati da Amazon: Amazon Echo e Echo Dot, dotati di un’intelligenza artificiale, Alexa, che sfruttando un sistema di riconoscimento e risposta vocale, facilita la quotidianità domestica, fornendo assistenza nell’accensione e spegnimento della luce, acquisto di prodotti Online, o pianificazione in agenda.

Alexa

Il Sistema Alexa è già stato definito come “un intelligente assistente personale”, creato per l’appunto, su ispirazione al sistema operativo Enterprise in Star Trek.  Alla luce di queste considerazione le assunzioni cinematografiche di Spike Jonze non sembrano poi così tanto surreali.

Apple Siri

Siri è al momento la più utilizzata assistenza artificiale sviluppata nell’ultimo decennio. Rilasciata come applicazione indipendente per iOS nel Febbraio del 2010 e acquisita dalla Apple nei due mesi successivi, Siri non ci ha messo troppo per raggiungere l’approvazione dei clienti Apple.

Gli amanti della tecnologia iPhone, ma anche Mac, ne sono ormai affezionati, associando al dispositivo di assistenza vocale una connotazione quasi “umana”: il suo animale preferito e’ un cartone giapponese e nella sua presenza iconica per le nuove generazioni ha anche una funzione educativa: “fumare fa male!” .

Google Assistant

A sua volta, il colosso di Mountain View non poteva rimanere indietro nel settore, per questo motivo nel 2016 ha introdotto Google Assistant, l’assistente virtuale attualmente disponibile su sistema operativo Android, e in futuro accessibile da ogni sistema.
Big G però, si sa, fa sempre le cose in grande e ha annunciato che Google Assistant sorpasserà Alexa, Siri, Cortana e ogni funzionalità precedente, diventando l’aiutante personale per eccellenza.

Google, grazie al suo algoritmo segreto, che, proprio come il motore di ricerca, memorizza le nostre indagini, i nostri gusti, le nostre passioni, sarà capace in maniera autonoma di trarre intelligenti deduzioni e dare consigli e suggerimenti molto personalizzati.
Il video di promozione che spiega come integrare Google Assistant nelle proprie vite, lo dice esplicitamente “Non sarebbe bello avere Google a disposizione della tua vita personale? Adesso puoi, con Google Assistant”.
E’ molto probabile che con le capacità tecnologiche di Google e la velocità irraggiungibile con la quale continua a dominare ogni realtà online, il grande G aprirà una miriade di nuovi sentieri per i dispositivi a comando vocale

E se ci spingessimo ancora oltre?

Se l’idea di un dispositivo tecnologico capace di effettuare operazioni digitali attraverso comandi vocali non è più così assurda, cosa succederebbe se fosse talmente intelligente da percepire il nostro umore?

E se, avendo accesso a tutti i nostri dati personali, iniziasse a capire i nostri stati d’animo anche prima di quanto potessimo fare noi stessi, arrivando a conoscere le nostre situazioni sentimentali, familiari e riservate?
L’ articolo di Adweek, presenta Adobe come il realizzatore di qualcosa molto simile: Integrazione tra device voice e metriche analitiche per memorizzare in maniera dettagliata come l’utente interagisca con un prodotto, analizzando in maniera specifica parametri come intento, situazione personale  e altre parametri individuali che entrano in gioco durante l’atto stesso della compravendita.

 

L’utilizzo dei dispositivi vocali nel Digital Marketing

La relazione tra Digital Marketing e voice devices è decisamente una realtà attuale. Più della metà dei teenager ricerca online tramite voce e il 47% del resto degli utenti ammette di chiedere a Siri o Cortana dirette indicazioni per comprare prodotti o accedere a possibili servizi.

Il Digital Marketing ambisce a un accesso a 360 gradi ai bisogni dell’utente, non solo a quelli espressamente dichiarati, ma soprattutto a quelli ancora latenti a se stesso.

Non a caso l’ Inbound Marketing si basa sulla fondamentale relazione tra brand e utente e alla capacità di essere presente nel momento del bisogno, presentando la scelta più appropriata nel momento giusto.
Ipotizzando un mondo digitale capace di anticipare le intenzioni future dell’utente dalla scientifica e analitica interpretazione del tono della sua voce, si potrebbe intervenire direttamente o proprio nella fase Awareness della sua Buyer’s Journey  (leggi il precedente articolo per approfondire questo argomento) e questo darebbe un’ulteriore marcia in più per la creazione di una strabiliante strategia di branding e marketing. La combinazione tra dispositivi a riconoscimento vocale e il giusto strumento di marketing digitale, intensificherebbe la relazione tra utente e brand, assumendo una connotazione, come direbbe Spike Jonze, emotiva e quasi viscerale.

Lo scenario tecnologico, che fino a qualche anno fa era solo immaginario, potrebbe diventare reale a brevissimo termine e realizzerebbe l’aspirazione attuale di un Inbound Marketing come interconnessione assoluta tra utente e brand.
Considerando che il progresso tecnologico non è mai stato così veloce, tutto sembra ormai possibile.
Non ci resta che aspettare.

 



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